PEDAGOGIA: GIOVANNI GENTILE

 GIOVANNI GENTILE:LA PEDAGOGIA COME SCIENZA FILOSOFICA:



Giovanni Gentile ed esponenti più significativo della reazione anti-positivistica che anche in campo educativo si rifiutò L'Italia dei primi due anni del Novecento. 


  • Nato nel 1875 a Trapani 

  • 1893 fino 1897 frequenta la prestigiosa scuola normale di Pisa 

  • Trascorse alcuni anni come docente di filosofia nei licei insegnò all'università, prima quella di Palermo e poi in quella di Pisa e infine a Roma 

  • La carriera accademica fu accompagnata da una crescente notorietà in campo non solo filosofico ma culturale in genere, con la collaborazione con la rivista la critica 

  • 1922 fu chiamato a ricoprire l'incarico del ministro della pubblica istruzione : mise mano la riforma scolastica del 1923. 

  • Divenne un esponente del fascismo che egli interpretava come il compimento del Risorgimento nazionale 

  • 1944 Firenze morte (in un attentato dei partigiani, che vollero colpire quello che era giudicato un simbolo del fascismo) 



PEDAGOGIA è LA SCIENZA DI FORMAZIONE DELLO SPIRITO:



Nel breve ma importante saggio”il concetto scientifico della pedagogia”(1901) gentile delinea la natura della pedagogia con una tesi alla quale resterà in seguito Fedele. 

Egli critica la pedagogia come scienza sperimentale, descritto da positivismo e critica la pedagogia quale esercizio pratico è fondato su dati della filosofia etica e della psicologia. 


UNA FUSIONE SPIRITUALE TRA MAESTRO E DISCEPOLO:

‘sommario di pedagogia come scienza filosofica”

In questo lavoro gentile espone la sua idea di scuola e didattica. 

  • Scuola: luoghi in cui si compì i processi di crescita spirituale 

  • Didattica: continua costruzione personale dell'apprendimento e del sapere, in cui nulla dovrebbe essere precostituito o preconfezionato 

L'obiettivo del trattato è quello di porre in evidenza che il processo educativo autentico si compie attraverso la fusione spirituale traversa discepolo, superando in tal modo tutte le possibili antinomi ed educazione. 


ADIMENSIONE ETICA DELLA SCUOLA:

“È riforma dell'educazione”

L'impostazione pedagogica gentiliana si associa un progetto politico educativo nei quali viene esaltata la funzione nazionale della scuola. Gentile esatta piuttosto la dimensione etica. La scuola è presentata come il luogo sacro che sostiene passaggio dal Dio delleducando al noi profondo della nazione che è spirito e, la storia, autocoscienza, cioè vita universale. 

La scuola deve puntare alla padronanza degli apprendimenti, ma ancora più alla formazione di coscienze e capaci di superare l’individualismo e condividere con gli altri un progetto ideale.


LA TEORIA PEDAGOGICA:

La pedagogia di gentile si presenta come una risoluta opposizione alle pedagogia scientifica e, fondate sui dati biologici e su analisi psicologiche e sociologica dell'essere umano. 

C'è una perfetta linea di continuità tra la sua idea di educazione e la sua filosofia basata sul superamento del dualismo e realtà spirito e sulla sua soluzione nell'atto puro, cioè nell'assoluta attività pensante 

Secondo gentile il vero maestro è solo colui che riesce a entrare in sintonia spirituale quindi discepoli, rendendoli liberi e cioè capaci di ragionare con la loro testa. 

L'autorità del maestro non è rifiutata, ma esaltata come momento introduttivo alla libertà personale. 

Gentile si muove su un piano totalmente diverso dalle tesi di claparé e di Montessori allo stesso tempo la sua idea di società è diversa dalla nozione di società democratica descritta da Dewey.

La nazione di gentile è la sua soluzione nello stato etico costituiscono il punto più alto di sintesi di una comunità che senza questo ideale sarebbe smarrita. 

il bambino è fanciullo non sono perciò soltanto da accompagnare il loro sviluppo, ma sono disciplinare e introdurre in una realtà che supera le singole individualità: 

La nazione, entità etica carica non solo di storie di memoria, ma anche di responsabilità verso il futuro. 


PROPOSTA EDUCATIVA:

Gentile godette le privilegio di poter tradurre la proposta educativa dell'elaborata in una riforma scolastica che ancora oggi è ricordata con il suo nome. 

Alla convinzione che l'evento educativo è un'esperienza soprattutto spirituale completa attraverso la cultura, corrisponde la proposta di un corso di studio incentrato sulle discipline umanistiche in particolare quelle letterario storico filosofiche. 

(Soltanto frequentando le discipline che studi un essere umano dal punto di vista della sua spiritualità è possibile coglierne l'intimi natura e garantire un'educazione realmente umana) 


IL VALORE DEI CLASSICI:

Gentile ha segnalato attenzione speciale al diretto contatto con i classici, ovvero a quegli autori capace di fare risuonare, i temi universali propri dell'umanità attraverso i capolavori letterari, artistici musicali religiosi .

Il momento più alto dell'esperienza umana, e l'obiettivo ultimo dell’opera educativa è rappresentata dall'autocoscienza e, c'è della capacità di cogliere il senso della realtà e del nostro io e di esprimere un giudizio critico. 

L'autocoscienza, è il traguardo dell'essere umano libero e morale. 

Questa sua volta è sempre legata al dovere dell'essere umano di agire politicamente e cioè di prendere costruttiva e attiva posizione rispetto ai problemi della vita associata dello stato in quanto forma più alta della vita nazionale.


Poiché questo ambizioso progetto politico non ha la portata di tutte le persone, gentile disegna un secondo percorso formativo rivolto alla grande massa alla quale è precluso l'accesso agli studi superiori. 

in questi percorsi formativi la religione costituisce una funzione regolatrice che ha il compito di ordinare la vita privata e sociale ad ceti popolari, mentre la poesia popolare, il folklore la musica devono contribuire a innalzare i sentimenti e a renderne meno rustici e stili di vita. 


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